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L’Ue punta sui territori per rilanciare l’innovazione in agricoltura
 

L’Italia e il Sud Europa primeggiano nel nuovo modello Ue dell’innovazione in agricoltura, ma sono in ritardo sull’avvio di progetti concreti che al momento sono altrove. Spagna, Italia e Grecia sono i paesi Ue con il maggior numero di “gruppi operativi” locali coinvolti nei Partenariati per l’innovazione (Pei) sostenuti dai fondi per lo sviluppo rurale 2014-2020. Su oltre 3.200 gruppi a livello Ue, previsti in 96 Programmi di sviluppo rurale (su un totale di 110) in 26 paesi, quasi i due terzi (1.909) vengono da Spagna (849), Italia (625) e Grecia (435).

Ma il numero dei gruppi davvero operativi può essere anche molto diverso da quelli attivati sulla carta. In parte perché parliamo di aggregazioni dinamiche, che possono fondersi o diventare più piccole. In parte perché al momento sui progetti concreti risultano più avanti paesi come Francia, Austria, Germania, Belgio e Olanda. Nel primo incontro europeo dei gruppi operativi per l’innovazione in agricoltura, tenuto a Legnaro (Padova) nell’aprile 2016, si notava l’assenza di progetti italiani o di altri paesi a fronte dell’attivismo di francesi, austriaci e tedeschi. Qualcosa sta migliorando, ma solo negli ultimi mesi la piattaforma Pei-Agri ha cominciato a popolarsi anche di idee e progetti provenienti dalla penisola.

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