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‘ndrangheta, inchiesta “Basso profilo”: la Cassazione conferma i domiciliari per Glenda Giglio
 

Resta ai domiciliari Glenda Giglio, 40 anni, ex presidente dei giovani industriali di Crotone. La Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalle difese dell’ex presidente dei giovani industriali di Crotone. L’imprenditrice, coinvolta nell’inchiesta “Basso Profilo” della Dda di Catanzaro sui legami tra le cosche crotonesi e imprenditori e politici del Catanzarese, si trova ai domiciliari ed è accusata di concorso esterno in associazione per delinquere semplice aggravata dal metodo mafioso e varie ipotesi di trasferimento fraudolento di valori aggravate dal metodo mafioso. Secondo l’accusa – rappresentata in aula dai pm Paolo Sirleo e Veronica Calcagno – l’imprenditrice si sarebbe messa “a completa disposizione” del principale indagato, Antonio Gallo, considerato il “riferimento operativo”, nella sua qualità di imprenditore, delle organizzazioni ‘ndranghetistiche insistenti nell’area geografica di Sellia Marina, Catanzaro, Botricello, Mesoraca, Roccabernarda, Cutro e Cirò Marina. Glenda Giglio è accusata di essere partecipe dell’associazione per delinquere, aggravata dal metodo mafioso attraverso l’azienda famiglia denominata “Istituto di vigilanza”. Secondo l’accusa, Gallo la teneva al corrente di ogni questione riguardante l’operatività dell’associazione finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. E la donna avrebbe fornito all’associazione un “contributo fattivo e consapevole” mettendo, per esempio, a disposizione apparecchiature antibonifica o aiutando Gallo a portare denaro contanti eludendo i controlli nei varchi aeroportuali dove operava l’azienda di vigilanza. (ANSA).