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Riflessioni su Crotone del prof. Romano Pesavento – presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
 

Crotone sfigurata; è una malata abbandonata a sé stessa; è l’ombra di quello che dovrebbe essere una
provincia italiana. Suscita sentimenti contrastanti: pena, rabbia, sgomento. Mai come in quest’estate di
pandemia e crisi economica ha presentato un volto peggiore, sembianze più squallide e disadorne; anzi
“adorna” di tonnellate di rifiuti, insetti e topi rievoca in chi è stato all’estero o ha semplicemente visto
qualche documentario le periferie urbane più degradate dell’Africa e dell’Asia.

Possibile che la nostra
provincia così ricca di scorci suggestivi storici e panorami sublimi debba essere deturpata, abbrutita,
immiserita da decenni di pessima gestione amministrativa e politica? È possibile rimanere per giorni
senz’acqua a ripetizione in un momento in cui tale elemento è prioritario, consapevoli che non sarà l’ultima
volta, probabilmente, della stagione? Possibile che la classe politica non riesca a trovare alcuna soluzione
per gli atavici problemi cittadini? Infrastrutture inadeguate all’esigenza di una viabilità moderna; pali
dell’elettrificazione senza fili; fogne a cielo aperto nel bel mezzo della spiaggia pubblica; la bonifica che non
c’è; malattie gravi che si impennano a fronte di carenze sempre più vistose nei servizi sanitari. Un simile
pacchetto dovremmo proporre al turista che per raggiungere Crotone è costretto a spendere cifre superiori
a quelle in uso per arrivare in qualsiasi città italiana o europea? Per quale motivo? Per vedere davanti ai
propri occhi muraglie infinite di rifiuti urbani ormai divenuti istallazioni da museo moderno? Per camminare
nel nostro salotto urbano costituito da autentici pezzi dì arredo domestico collocati con geniale inventiva in
ordine sparso nei vari punti della città? Per dover lavarsi caricandosi di taniche come un asino da soma? Chi
verrebbe mai a Crotone?

Tanti nostri concittadini non tornano nemmeno più. Non per mancanza d’amore
nei confronti della propria terra, ma perché sconfortati da una serie di disservizi imperdonabili. Non è più
possibile sopportare oltre, né fingere che i problemi siano talmente consolidati da non poter essere risolti.
La classe politica / amministrativa deve assumersi le proprie responsabilità e citare esplicitamente i
nominativi di coloro che hanno causato tale situazione.

Le bollette sono arrivate e sono come al solito
elevatissime; mentre le risorse migliori vengono allontanate perché si preferisce in molti casi ragionare
secondo parametri che poco hanno a che fare con il merito. Il castello di Carlo V è chiuso e il bellissimo
centro storico langue. Le spoglie di Crotone vengono smembrate oscenamente e consumate dalle altre
province “sorellastre” calabresi. Crotone agonizza sotto gli occhi di tutti e avanza verso una crisi ambientale
ed economica senza precedenti.

Però è la città “eletta” da Pitagora. Cerchiamo di fare fronte comune, di
essere resilienti, per risollevare le sorti di una città straordinaria. Riflettiamo insieme sul valore della
Bellezza; qualcuno in città si ostina ancora a realizzare qualche evento culturale di pregio a cui partecipano
crotonesi desiderosi di non mollare e di sognare orizzonti differenti. Chi offende, svende in cambio del
proprio tornaconto, inquina e oltraggia Crotone probabilmente non conosce il valore dell’armonia, della
grazia e della politica, nobile arte nata per il benessere della collettività. Oggi non sono più ipotizzabili
tempi supplementari. I nostri politici, se hanno a cuore il destino dei cittadini e delle generazioni venture,
combattano quanto è più possibile per difendere il nostro territorio.