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I Kasabian, la nostra energia per salvare il rock
 

La strada per salvare il rock passa dalle chitarre e attraversa il passato: questo è il messaggio che i Kasabian hanno condensato nel loro sesto album, ‘For Crying Out Loud’, in uscita il prossimo 5 maggio. “Siamo stati molto ispirati dal modo classico di scrivere canzoni”, ha detto il chitarrista e autore della band, Sergio Pizzorno, presentando l’album alla stampa a Milano. Dandosi solo sei settimane di tempo per scrivere il disco, Pizzorno ha spiegato di aver seguito i dettami di Berry Gordy, padre della Motown Records, secondo il quale bisogna catturare il pubblico nelle prime quattro battute di un brano: “La parola d’ordine è stata l’istinto. L’approccio tradizionale non è facile, ma ero eccitato dall’idea di tornare indietro nel tempo e rivisitare quell’età dell’oro”.

Non si tratta però solo di raccogliere suoni vintage, che pure non mancano in tracce come ‘Comeback Kid’ tra fanfare e organi elettrici o ‘Bless This Acid House’ con le sue chitarre deflagranti e i coretti armonizzati: “È possibile fare del rock classico senza suonare retrò. Al centro di tutto ci deve essere una bella canzone. Ho evitato di proposito qualsiasi orpello: volevo fare canzoni essenziali, senza derive egocentriche né fronzoli inutili”. Non mancano comunque suggestioni funk e disco music (‘Are You Looking For Some Action?’) e flow ritmici da MC (‘Ill Ray (The King)’): “Mi piace l’arroganza dell’hip-hop: mi piacerebbe collaborare con artisti come Run The Jewels”, dice Pizzorno citando il duo americano composto da El-P e Killer Mike.

Più del suono l’attitudine rap ha ispirato una scrittura vibrante e ironica, come si nota fin dal singolo ‘You’re In Love With A Psycho’: “Il denominatore comune è l’umorismo – spiega il cantante Tom Meighan – Si nota anche nel titolo ‘For Crying Out Loud’, che è un eufemismo antiquato come ‘Accidenti!’, ma preso letteralmente dà l’idea di canzoni fatte per essere urlate a squarciagola”. Dominano non a caso i ritornelli esplosivi, quasi cori da stadio come nella solare ‘Put Your Life On It’ che i Kasabian cantarono in anteprima proprio per i tifosi del loro Leicester City in occasione della storica vittoria della Premier League 2016. Le liriche invece percorrono esperienze di vita, tra memorie di feste e affreschi di una Leicester urbana fatta di negozi tutto a una sterlina: “Questo disco è una finestra nel nostro mondo”, commenta Meighan, citando come esempio la copertina che ritrae il loro roadie di lunga data, Rick Graham.

E il fiorire di chitarre e motivi da inneggiare, come nelle code corali di ‘Wasted’ o ‘Sixteen Blocks’, è per i Kasabian anche una reazione alle difficoltà del 2016: “Al momento in Gran Bretagna non c’è una grande atmosfera, questo disco è il nostro contributo per dare energia positiva. La Brexit è stato un disastro totale, ma ora dobbiamo guardare avanti – dice Pizzorno, che tra il serio e il faceto rivela di aver pensato di richiedere il doppio passaporto italiano – Con questo disco cerchiamo di guarire alcune ferite, la musica è una grande via di fuga: prima ci vuole un’evasione e poi si può cercare di risolvere il problema”. Un’evasione che i Kasabian promettono anche dal vivo con un tour che arriverà in Italia a luglio passando dal Teatro Antico di Taormina (19/7), da Rock in Roma (21/7).

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