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Caos voucher, governo non molla. Cgil: ‘Pronti al ricorso’
 

A poche centinaia di chilometri dal G7 di Taormina infuria, dentro e fuori il Parlamento, la battaglia sui voucher. La volontà del governo di introdurre strumenti per regolare il lavoro occasionale nella ‘manovrina’ sbatte contro il netto “no” di Mdp, incrocia la perplessità degli orlandiani e si inerpica su una strada accidentata anche nei rapporti tra governo e Pd. La giornata convulsa è segnata anche dallo scontro con la Cgil. Il governo, pur mantenendo il punto, si dice disponibile solo ad aggiustamenti tecnici. Slitta a lunedì la chiusura, in commissione Bilancio, dell’esame della manovra

Depositato testo relatore su voucher – Il relatore, Mauro Guerra, ha depositato in commissione Bilancio della Camera una riformulazione dell’emendamento Di Salvo per sostituire i voucher cancellati dal governo per decreto. Il testo non si discosta molto dalle bozze circolate.
La proposta conferma l’intenzione di introdurre un nuovo strumento sia per le famiglie, con il ‘Libretto famiglia’, sia per le aziende, cioè il nuovo ‘contratto di prestazione occasionale’. Rimane il limite alle microimprese sotto i 5 dipendenti, salvo per l’agricoltura, e vengono confermati i tetti ai compensi a 5mila euro e non più di 2.500 euro dal medesimo datore di lavoro. A sua volta, l’utilizzatore non potrà superare i 5mila euro di compensi. Rispetto ai vecchi voucher si alza il compenso per chi svolge attività presso le imprese, da 7,50 euro netti a 9 euro l’ora. Sale anche la quota contributiva a carico del datore (al 33%). Vengono poi stabiliti dei limiti: non sono ammesse le aziende con più di 5 dipendenti, quelle del settore dell’edilizia e prestazioni inferiori alle 4 ore. Non si potrà inoltre fare più incetta andando dal tabaccaio. La gestione delle operazioni sarebbe infatti affidata a un portale ad hoc dell’Inps. Quanto al libretto famiglia, ogni titolo di pagamento vale dieci euro, cui si sommano altri due euro per i contributi e l’assicurazione. Unica novità un contributo erogato mediante il libretto famiglia per l’acquisto di servizi di babysitting, ovvero per far fronte agli oneri della rete pubblica di servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

Il Libretto Famiglia che sostituirà i vecchi voucher potrà essere utilizzato anche per pagare i servizi di baby-sitting o i costi dei nidi pubblici e privati. E’ la novità prevista dall’emendamento alla manovra presentato dal relatore Mauro Guerra per sostituire i voucher per famiglie e imprese. La misura si era resa necessaria perché con l’abolizione dei voucher nei mesi scorsi era venuto meno, lo strumento con il quale veniva erogato il bonus, che però veniva comunque riconosciuto dall’Inps.

Slitta a lunedì la chiusura, in commissione Bilancio, dell’esame della manovra. Probabile che slitti a martedì l’approdo in Aula del testo. In serata la commissione ha proseguito l’esame degli emendamenti accantonati, dopo che il relatore ha depositato un pacchetto di 10 emendamenti e la riformulazione delle proposte per sostituire i voucher. Domattina si ripartirà da alcuni nodi ancora aperti, come la revisione della norma ‘Airbnb’ e si passerà al voto sui voucher. L’obiettivo è di dare il mandato al relatore entro lunedì alle 12.

 Camusso, se reintrodotti ricorso a Consulta – “Se i voucher dovessero essere reintrodotti, come appare in queste ore, abbiamo detto e ribadiamo che noi ricorreremo alla Corte Costituzionale perché si è di fronte a un’evidente lesione della Carta e delle sue regole”. Così Susanna Camusso, segretario generale Cgil. “E forse c’è anche un tema di cosa dice la presidenza della Repubblica come garante della Costituzione”, ha aggiunto sottolineando poi: “è assolutamente certo che siamo di fronte a una sottrazione di potere decisionale dei cittadini che Carta e Corte costituzionale riconoscono”.

Speranza, contrari, non c’è fiducia che tenga  – “Non c’è voto di fiducia che tenga”, sul tema dei voucher “Articolo 1 non è disponibile”. Lo afferma Roberto Speranza a margine di un’iniziativa di Mdp a Campo de’ Fiori. “Qui in un colpo solo si dà un segnale sbagliato sul lavoro, ripristinando uno strumento di precarietà – e su questo era opportuno sedersi e discutere nel merito – e si mina la credibilità di un istituto referendario previsto dalla Costituzione. E su questo punto c’è un evidente rottura”, sottolinea Speranza parlando di “vulnus democratico”.

Orlando,con Mdp mi auguro si possa ricomporre  – “Sui voucher vediamo, c’è ancora una discussione aperta. C’è stato un momento di tensione, vediamo se in Commissione questo strappo si può ricomporre. Io mi auguro di sì”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando a margine di una iniziativa elettorale alla Spezia a sostegno del candidato del centrosinistra Paolo Manfredini, parlando della riproposizione dei voucher.
La componente orlandiana del Pd, a quanto si apprende, non parteciperà al voto in commissione Bilancio se lo strumento sostitutivo dei voucher che il governo vuole introdurre nella ‘manovrina’ resta anche per le imprese.

Furlan, governo si fermi – “Le notizie che si stanno diffondendo sulla tipologia dei nuovi voucher sono oltre che contraddittorie anche preoccupanti. Per questo è opportuno che il Governo si fermi e convochi le parti sociali a discutere su questo tema in modo da non fare pasticci e non aggiungere ulteriori errori agli altri grossolani commessi nel passato su questa vicenda”. Lo dichiara la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

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