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8 marzo: Uildm lancia Manifesto per donne con disabilità
 

 In Italia le donne con disabilità sono un milione e 700mila. In occasione della giornata internazionale della donna, l’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare promuove la diffusione del secondo Manifesto sui diritti delle donne e delle ragazze con disabilità nell’Ue e punta il dito sulle discriminazioni di cui sono vittime.
“Le donne disabili affrontano molte più difficoltà, rispetto sia alle altre sia agli uomini (con o senza disabilità), per conseguire l’accesso a un alloggio adeguato, alla salute, all’istruzione, alla formazione professionale e all’occupazione”, racconta Stefania Pedroni, vicepresidente nazionale Uildm. “Nonostante il nostro Paese abbia introdotto norme migliorative, in particolar modo in termini di lavoro e occupazione – continua – e istituito l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, c’è ancora molto da fare per il pieno raggiungimento dei nostri diritti e per l’integrazione nella vita sociale e lavorativa”. E cita i dati Istat: solo il 35,1% delle donne con limitazioni funzionali, invalidità o malattie croniche gravi lavora, contro il già limitato 52,5% degli uomini nelle stesse condizioni. Per quanto riguarda invece il diritto alla salute, ci si continua a scontrare con competenze, strumentazioni e adattamenti organizzativi in molti centri ospedalieri ancora inadeguati. Come dimostra un’indagine Uidm sulla difficoltà delle donne con disabilità nell’accesso ai servizi di ginecologia e ostetricia: il 42,62% del campione (composto da 61 strutture ed enti sanitari pubblici di tutta Italia) non dispone di un bagno accessibile, il 52,46% ha una reception ma in 7 casi è stata segnalata la presenza di ostacoli lungo il percorso per raggiungerla e impossibile avvicinarsi al banco informazioni se si usa una sedia a rotelle.
Altro tema affrontato nel Manifesto è la violenza esercitata sulle donne con disabilità che, sebbene molto diffusa, viene denunciata molto raramente. Eppure l’Istat rileva che il rischio di subire stupri è più che doppio per le donne con disabilità: il 10% contro il 4,7% delle donne senza limitazioni funzionali. (ANSA).

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