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D’Ascoli e Nuccio Pizzimenti FI: L’acqua del menta, l’enfasi del sindaco Falcomatà, e la condotta idrica comunale colabrodo.
 

“Con l’utilizzo dell’acqua proveniente dall’invaso del torrente Menta, la Città di Reggio Calabria, dopo una telenovela che sembrava non finire mai, potrà dire addio alla grande sete. 

La nostra soddisfazione, per la realizzazione di un’opera sicuramente importante per la città, si unisce a quella dell’intera comunità, ma i costi lievitati a dismisura e i tempi quasi biblici impiegati per portare a termine questo progetto, devono necessariamente indurre la politica, a tutti i livelli, a riflettere attentamente per evitare che situazioni simili possano ripetersi”. 

E’ quanto dichiarano il consigliere comunale di Forza Italia, Pino D’Ascoli e Nuccio Pizzimenti dirigente del partito. 

“Infatti, è impensabile e inconcepibile – proseguono i due esponenti di Forza Italia – che per realizzare un’opera sia pure complessa come questa ci siano voluti ben 35 anni. Sono cose che non succedono nemmeno nei paesi sottosviluppati del terzo mondo, ma in questo lembo di terra, che non appartiene al terzo mondo, questo è realmente accaduto.

E’ vero, che nella fase iniziale si è verificato un arresto significativo dei lavori a seguito di alcune dispute sorte tra gli ecologisti e i promotori del progetto, ma impegnare tutti questi anni, per portare a termine un progetto sia pure importante ed essenziale per la città, è una cosa che contribuisce a generare sfiducia nelle istituzioni. 

Il progetto, infatti, risale al lontano 1979 ed era stato finanziato, con circa  80 milioni di lire, dalla Cassa per il mezzogiorno per poi passare in gestione alla Regione Calabria e a Sorical, la Società che gestisce le risorse idriche calabresi. In questa vicenda, oltre ai ritardi durati un’eternità, non sono mancati alcuni colpi di scena. Come non ricordare, ad esempio, che nel lontano 2008, l’allora Presidente della Giunta Regionale Agazio Loiero, unitamente ai dirigenti Sorical, nel corso di una conferenza stampa tenuta a battesimo proprio nella Città di Reggio Calabria, aveva annunciato che i Reggini avrebbero avuto l’acqua del Menta nell’estate di quell’anno, invece, i reggini, per avere l’acqua del Menta, hanno dovuto attendere altri vent’anni. 

La nostra preoccupazione – proseguono i due esponenti forzisti – è che una maggiore quantità di acqua e di pressione, sia pure per caduta, che scorre nei tubi della condotta idrica comunale, non potrà essere supportata da una rete idrica comunale fatiscente e colabrodo.

Qualora, l’Amministrazione Comunale, in questi quattro anni di consiliatura, fosse stata previgente e avesse provveduto a individuare soluzioni destinate a dotare la città di un nuovo impianto idrico, oltre a risparmiare ingenti spese dovuti ai continui ed inevitabili guasti, avrebbe anche evitato agli utenti di subire i disagi conseguenti alle ripetute interruzioni.

Anche se l’inaugurazione dell’importante sistema idrico è stata trasformata dal Sindaco Falcomatà in una kermesse elettorale con l’obiettivo di catturare quel consenso politico che non è riuscito a conquistare in quattro anni di consiliatura, il declino di una città, che è sotto gli occhi di tutti, non potrà sicuramente mutare l’opinione della stragrande maggioranza dei reggini oramai stanchi di subire le conseguenze di un Governo cittadino che si è dimostrato incapace di affrontare e risolvere i problemi complessivi di una comunità sempre più in agonia.

Al di là dell’enfasi utilizzata dal Sindaco Falcomatà, dei concerti e degli spettacoli di piazza che sembrano assomigliare più a festeggiamenti di sagre paesane, bisogna invece constatare con rammarico che in contrada Lupardini e nel quartiere di Pentimele i due serbatoi di accumulo e distribuzione dell’acqua attendono di essere completati, mentre il serbatoio della via Lia-Vito Superiore, realizzato nel 2006 con i fondi del Decreto Reggio, si trova in uno stato di abbandono, questo significa che i cittadini che popolano queste contrade continueranno a patire i disagi idrici di sempre. 

Il Sindaco Falcomatà, dopo quattro anni di consiliatura, non è riuscito ancora a comprendere che il successo di un qualsivoglia progetto deve passare attraverso una programmazione che sia espressione di un modo attento e lungimirante di pensare e realizzare le cose. 

Infatti, una rete idrica comunale vecchia e obsoleta, che lungo il percorso si arricchisce e trasporta nei rubinetti delle abitazioni anche pericolosi sedimenti ferrosi, potrebbe invece contribuire a snaturare e impoverire la portata e il valore di questo importante progetto.

L’assenza, di un agire progettuale attento e lungimirante, anche in questo settore, fa ancora una volta emergere i limiti e l’inadeguatezza politica dimostrata dal Sindaco Falcomatà”, concludono i due esponenti di Forza Italia.