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Migranti: Cretu, fondi Ue non siano usati per punire Paesi
 

“Mi rifiuto di usare i fondi Ue per punire gli Stati” che non accolgono i richiedenti asilo, “credo che questi soldi debbano essere usati per crescita e sviluppo. Ma dobbiamo impegnarci a far comprendere a tutti i Paesi che la solidarietà deve essere reciproca”. Così la commissaria Ue per la Politica regionale, Corina Cretu, sull’ipotesi di introdurre una condizionalità tra l’erogazione dei fondi Ue ed il rispetto delle decisioni in materia di migrazione, col prossimo bilancio europeo pluriennale.

“Sono stata molto chiara quando ho incontrato i ministri di Visegrad – afferma Cretu -. Alcuni di loro devono cambiare atteggiamento e tono, devono capire che ciò che è stato fatto nell’Europa centrale e orientale negli ultimi anni è grazie alla solidarietà, inclusa quella finanziaria. Questi Paesi sono cresciuti grazie ai contributori netti europei”, come l’Italia.

Tuttavia, avverte la commissaria, quando si parla di budget Ue, chi si oppone al legame fondi strutturali-politiche di accoglienza “deve essere consapevole che questo legame potrebbe essere inserito nella proposta del bilancio europeo. Magari non dalla Commissione ma dal Parlamento europeo o dal Consiglio”, aggiunge Cretu, che presto visiterà le isole greche di Chio e Lesbo.

Secondo la commissaria, va promosso il dialogo fra Paesi per convincere chi non accoglie a compensare aiutando in altro modo gli Stati in prima linea, per esempio supportando Frontex.

Infine non va dimenticata “l’inclusione sociale” dei migranti, “o in futuro la situazione potrebbe diventare una bomba nucleare per l’Europa”.

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