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RISCRIVIAMO LA STORIA: IL DECLINO DI CROTONE NONOSTANTE I PROGETTI DEL PASSATO
 
La storia del declino economico e sociale dell’intero territorio della città di Crotone, per come finora dai più rappresentatoci, appare interamente ascrivibile ad un incontrollato e mal gestito processo di deindustrializzazione e dagli effetti da esso derivanti. In parte è vero, ma non è tutto: esiste un’altra storia…
Una storia poco narrata o consapevolmente omessa, che ci restituisce un profilo differente, una crisi la cui data e matrice appaiono chiare, un declino corrispondente più che con la strage di Ustica con gli effetti derivanti dalla stessa, prima tra tutte il fallimento del gruppo d’aziende facenti capo ad un illuminato imprenditore anconetano.
A solo pochi chilometri dal centro urbano, nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, era presente una base di sorveglianza militare dello spazio aereo dotata di un aeroporto strategico per posizionamento e pista di atterraggio, centrale all’asse Gioia del Colle/ Punta Raisi.
Un polo militare fortemente strategico per la sua naturale centralità nel Mediterraneo, capace di accendere gli appetiti degli organi preposti alla difesa quale base logistica per i caccia militari F16, oltre che quelli dell’imprenditoria nostrana, il tutto tramutatosi nell’ennesimo nulla di fatto, in una ulteriore occasione di sviluppo persa.
Intanto, siamo tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta, quando Crotone diviene sede e meta prescelta della galassia facente capo all’ imprenditore Aldo Davanzali.
La storia ci restituirà con chiarezza il frutto dell’intuizione di una mente brillante, antesignano e stratega di un modello integrato di sviluppo per l’intero avvenire della cittadina magno greca, testimonial del primo vero processo di diversificazione economica.
Tre idee degne di chi ha da poter insegnare alle future generazioni imprenditoriali, Itavia, una compagnia aerea nazionale, con sede legale alla via Settembrini in Catanzaro e scalo strategico per la ben nutrita flotta, in quel di Crotone, proprio nell’Aeroporto S. Anna.
Ma ciò non era sufficiente, necessitava altro per avviare un processo integrato di crescita economia a matrice turistica, ed ecco il genio venir fuori con la più moderna struttura alberghiera presente sul litorale calabrese, la Costa Tiziana Hotel, ancor oggi indiscutibilmente moderna, e la prima rete di trasporto per persone su gomma, la società Adabbusing.
Una filiera perfetta, esempio di dinamicità ed integrazione.
Fin qui il racconto, il sogno, antitesi di un mistero ancora lungo dal poter essere rivelato, terminato con un aereo inabissatosi ad Ustica ed il fallimento o cessione a cascata di tutte le aziende in capo al Davanzali.
Oggi come ieri vi è possibilità per una nuova opportunità, ad oggi mai ascoltata, neanche nella più brutta campagna elettorale, di sempre, e proprio ai candidati a sindaco mi rivolgo, al fine possano prendere visione di un idea, valutando la possibilità di trasformarla in un percorso virtuoso.
Oggi, la struttura alberghiera Costa Tiziana Hotel, si ripropone alla città di Crotone, nelle vesti di vendita fallimentare, ed a valori pari a circa un decimo da quello che è il prezzo iniziale.
Ricordo a costoro – che da anni ci raccontano di un patrimonio storico unico nel suo genere (Vrica-Stuni), disegnando campagne elettorali facenti leva sulla Antica Kroton oltre che sulla dotazione economica relativa ai fondi a destinazione valorizzazione del patrimonio archeologico – che la struttura è lì, proprio lì arroccata ed in attesa di essere sapientemente utilizzata.
Ed allora, perché non acquisire l’unicità della struttura a patrimonio comunale, magari immaginando proprio lì una sede Universitaria che ospiti la facoltà di Geologia (Vrica-Stuni), Archeologia (Antica Kroton) oltre che Economia del Turismo, garantendo un percorso tendente a formare e valorizzare le competenze nostrane.
Ne approfitto e solo per completezza dico che lì, proprio lì dovrebbe completarsi l’ormai insperato percorso capace di unire Tufolo con il mare.
Ora si può, ed i fondi non dovrebbero rappresentare un ostacolo alla realizzazione di un sogno.


Dr. Antonino Mauro Calabretta

 

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