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Tallini (FI) su importo di 180.000 Euro utilizzati dal Presidente della Provincia uscente Bruno per ristrutturazione chiesa
 

“Crediamo che neanche Papa Francesco, con la sua straordinaria semplicità, approverebbe l’operazione spericolata (in tutti i sensi, visto che non ha usato nemmeno il casco per salire su una scala) del presidente uscente della Provincia Enzo Bruno che ha utilizzato per la ristrutturazione della chiesa del suo paese, Vallefiorita, l’importo di 180.000 €, fondi destinati originariamente per la lotta al dissesto idrogeologico e già inseriti nel Decreto Soverato.

Non è bastato, infatti, la ristrutturazione effettuata con i fondi del dissesto idrogeologico che con disposizione del presidente Bruno del 9 ottobre scorso, appena qualche giorno fa, è stato utilizzato anche il ribasso dell’appalto per l’acquisto di due costose statue in marmo di Carrara.

Ovviamente abbiamo grandissimo rispetto per la popolazione religiosa di Vallefiorita e, in linea di principio, non siamo contrari ad interventi sui nostri edifici di culto, ma non possiamo non sottolineare la spregiudicatezza con cui l’ormai ex presidente della Provincia ha usato fondi regionali destinati alla lotta del dissesto idrogeologico (cosiddetto decreto Soverato) per la ristrutturazione della chiesa e l’acquisto di due opere d’arte in pregevole marmo di Carrara.

E’ quasi una beffa per i calabresi visto che tale operazione di immagine personale – che si è potuta realizzare grazie a compiacenti dirigenti regionali – si è conclusa in concomitanza di due gravi tragedie come quelle del Raganello e di San Pietro Lametino, a favore dei quali non sono state mai destinate risorse per la messa in sicurezza dei loro territori.

Basterebbe questo episodio, a nostro parere sgradevole poiché nessuno può permettersi di sfruttare il sentimento religioso per ottenere consensi, per dimostrare la pochezza dell’azione amministrativa di Enzo Bruno e del PD. Fortunatamente questa era buia per la Provincia – dopo i fasti delle presidenze Traversa e Ferro – sta per concludersi con le elezioni del 31 ottobre che vedranno l’affermazione del centrodestra.

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