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Villaggio Europa: A Rende un esperimento di autogoverno
 

Prendiamo atto dell’approvazione in Giunta del progetto esecutivo relativo a lavori che riguardano anche il nostro quartiere. Come Comitato spontaneo, aperto a tutti i residenti del Villaggio Europa, abbiamo seguito dall’inizio l’iter riguardante il finanziamento di 2 milioni di euro destinati al nostro quartiere e a Viale dei Giardini. Abbiamo chiesto che ci fosse attenzione nella spesa affinché queste risorse, come spesso successo in passato – basta ricordare la lunga telenovelas che ha riguardato il Palazzetto dello Sport – non venissero sprecate o utilizzate per interventi inutili. Abbiamo chiesto che almeno una parte dei fondi potesse passare da un processo sperimentale e partecipativo dal basso, da un percorso virtuoso che ha visto la collaborazione e l’attenzione di diverse realtà – anche esterne al quartiere – riunite nel Coordinamento #DecidiamoNoi composto esclusivamente da associazioni, movimenti e comitati interessati allo sviluppo di pratiche, come si diceva un tempo “dal basso”, di autogoverno del territorio.   Le tappe che hanno scandito l’esperimento sono state l’organizzazione di diverse assemblee di quartiere e la redazione e somministrazione di un sondaggio che ha rilevato le principali criticità e potenzialità del Villaggio Europa.

Abbiamo realizzato un piccolo documento con le risposte tenendo conto di tutte le opinioni, anche le più “fantasiose”. Al sondaggio hanno partecipato anche alcuni bambini che hanno potuto esprimere la loro opinione perché crediamo fondamentale che si educhino fin da ora alla partecipazione. Inutile dire che le loro proposte si sono rilevate anche le più sensate e le più sincere!

Il percorso è proseguito con incontri costanti con l’Amministrazione Comunale e con i tecnici che hanno fatto diversi sopralluoghi fino ad arrivare all’approvazione in Giunta del progetto esecutivo. Adesso aspettiamo in tempi celeri il bando e la realizzazione delle opere. Terremo alta la nostra attenzione.

A nostro avviso questo piccolo esperimento con tutte le sue imperfezioni, una volta completato, può rappresentare un modello di partecipazione e democrazia diretta da esportare in tutti i quartieri contaminando l’intera comunità rendese . E’ la dimostrazione che nei quartieri non vivono dei bruti incapaci di intendere e di volere ma persone collaborative e senzienti capaci di individuare e praticare prassi innovative e sperimentali rivolte al bene comune.

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