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Crotone: Si è riunito il Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la “discussione sulle condizioni della sanità in città”
 

Il Consiglio Comunale riunitosi questa sera con all’ordine del giorno “discussione sulle condizioni della sanità in città” al termine della assise ha approvato il seguente documento

Il Consiglio Comunale, avuto riguardo al Piano aziendale dell’Asp di Crotone, in via di approvazione:
considerata la mancata concertazione da parte del commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale Sperlì su un atto fondamentale che deve rispondere ai reali bisogni dell’utenza e alle esigenze ospedaliere e territoriali.
Considerata l’esigenza di porre le basi affinché la locale struttura sanitaria possa vedersi ritrasformata in Hub per poter adeguatamente rispondere alle esigenze del territorio.
Stante l’intervenuta, sciagurata, chiusura della Tin, da cui consegue l’impossibilità di partorire prima della 33^ settimana ed a questo proposito si sottolinea come il Commissario abbia lui stesso evidenziato la carenza di medici specialisti, essendo Crotone poco attrattiva professionalmente, il che la dice lunga sulla condizione della nostra Città che una volta al contrario, brillava per attrattività.
Considerato il mancato completamento delle procedure concernenti numerosi avvisi pubblici, per Direttore di Struttura Complessa, scaduti da tempo e concernenti reparti fondamentali per erogazione di LEA accettabili, quali:
Chirurgia, Cardiologia, Geriatria, Pediatria, Farmacia Territoriale, Radiologia, Anestesia, Igiene, Medicina Nucleare, Medicina del Lavoro.
Tantomeno si hanno notizie della riapertura della Medicina Nucleare ormai chiusa da quasi due anni e della emodinamica, essenziale nel caso di terapia dell’infarto al Miocardio, purché tempestivamente azionata.
Considerata la preannunziata soppressione delle Unità operative semplici di Medicina, ortopedia, ostetrica e pediatria.
Ci si domanda inoltre come verranno utilizzati e con quali criteri gli infermieri appositamente assunti per il Reparto Covid (in fase di dismissione essendo attualmente solo 2 i pazienti ricoverati).
Ci si domanda infine, per quanto attiene all’aspetto territoriale particolarmente carente, quali siano le linee guida che si vogliono adottare per realizzare la cosiddetta Medicina di prossimità, che nei suoi proponimenti, tanto pare interessare anche al Commissario Sperlì, anche in funzione di un alleggerimento dell’utenza oggi gravante sul Pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio.
Considerata l’esigenza pure evidenziata dal primo cittadino di favorire la sinergia tra pubblico e privato al fine di garantire i necessari servizi sul territorio.
Tanto premesso si formula atto d’indirizzo e si
chiede
l’immediata riapertura della Tin;
un concreto impegno rivolto a dotare il territorio di una Pet che risponda alle crescenti ed insoddisfatte esigenze della popolazione che ampiamente giustificano la richiesta e la rendono di urgente e non più rinviabile attuazione;
il recepimento delle richieste di potenziamento dei reparti di diabetologia pediatrica e della unità operativa semplice di diabetologia e malattie metaboliche ed un potenziamento del reparto di oncologia
un concreto impegno affinché sia riaperta la medicina nucleare ed un concreto impegno affinché possa crearsi il tanto necessario reparto di emodinamica;
una programmazione che guardi al futuro utilizzo del personale infermieristico assunto per fronteggiare l’emergenza Covid;
sia potenziato il servizio di consultorio familiare adeguandolo alle esigenze della utenza;
sia valutata la possibilità d’istituire una farmacia comunale .
Si richiede inoltre che:
si provveda al completamento delle procedure relative alla copertura delle posizioni di struttura complessa e nello specifico dei reparti di Chirurgia, Cardiologia, Geriatria, Pediatria, Farmacia Territoriale, Radiologia, Anestesia, Igiene, Medicina Nucleare, Medicina del Lavoro;
vengano espletati i concorsi già approvati dalla Regione ed il relativo iter procedimentale completato nel più breve tempo possibile;
siano mantenute tutte le unità operative semplici e complesse nei servizi e nelle sezioni Asp ospedaliere o territoriali consentite dal piano sanitario regionale;
vengano introdotte le procedure di verifica e revisione della qualità previste dalle leggi vigenti;
vengano rese effettive e soprattutto pubbliche a cadenza mensile le procedure di conteggio degli indicatori di qualità e quantità, efficienza ed efficacia sanitaria, e particolarmente i budget contrattati dagli attuali direttori in servizio, di struttura semplice o complessa, in relazione alle loro performance presunte, onde potere verificare il buon andamento della gestione della cosa pubblica in ambito sanitario.
Sia data attuazione alle consulte permanenti tra pubblico e associazionismo per come da leggi vigenti, onde favorire il controllo sociale delle attività finanziate dalle tasse dei cittadini.

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