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“Il mistero del piano assunzionale senza risorse in bilancio”
 

Da ieri il Comune di Crotone ha, finalmente ed era ora, un bilancio approvato e può procedere con
la spesa programmata.
Nonostante l’enorme ritardo il fatto che l’ente abbia un bilancio preventivo approvato in Consiglio è
di per sé una buona notizia, anche se approvato a fine giugno, e che diverrà operativo a fine luglio,
non ha quell’impatto che avrebbe avuto se fosse stato approvato nei primi mesi dell’anno.
Però sul bilancio, durante il Consiglio di ieri, abbiamo posto alcuni dubbi e perplessità sui quali
purtroppo, non abbiamo avuto risposta.
Il nostro dubbio principale riguarda il famigerato piano assunzionale.
Chiariamoci subito, che il Comune abbia bisogno di linfa vitale è una cosa così assodata che non ha
bisogno di essere declamata e ribadita ad ogni occasione.
Abbiamo bisogno di assumere e di reclutare quelle figure professionali necessarie a dare nuovo
slancio alla macchina amministrativa.
E proprio perché questa esigenza è vitale per il Comune, ci siamo preoccupati nel vedere che il
piano assunzionale non è stato inserito nel bilancio dell’ente.
Chiariamo meglio questa nostra preoccupazione.
Il sindaco Voce sta declamando ai quattro venti il suo “faraonico” piano assunzionale che prevede
l’innesto di ben 192 nuove professionalità all’interno dell’ente.
La domanda nasce spontanea a questo punto.
Se il Comune nei prossimi tre anni assumerà 192 persone, come può il costo del personale
diminuire vistosamente?
Guardando il bilancio si scopre che l’andamento della spesa del personale passa da € 9.260.125,77
nel 2020 a € 11.551.713,18 nel 2021, e si riduce a € 10.914.449,81 nel 2022, per rimanere quasi
costante (€ 10.971.414,87) nel 2023.
Ci saremmo invece aspettati un andamento crescente della spesa del personale con incremento per il
2021 di € 1.775.094,63, nel 2022 di ulteriori € 1.670.279,47 e nel 2023 di ulteriori € 1.646.927,05,
per un incremento di spesa totale di € 5.092.301,15, così come indicato nel piano dei fabbisogni
approvato.

Mancano, quindi, all’appello nel bilancio preventivo, circa 3 milioni di euro per realizzare il Piano
dei fabbisogni!
È proprio il caso di dire che i conti non tornano!
Alle nostre perplessità, espresse ieri in Consiglio, ci saremmo aspettati un chiarimento da parte
dell’assessore al Bilancio o dell’assessore al Personale.
Chiarimento che non c’è stato, alle nostre domande è seguito soltanto il silenzio.
A questo punto, quella che era una sensazione, oramai è divenuta una amara certezza: il sindaco
Voce è costretto per legge a far funzionare il Consiglio comunale, ma avverte il confronto, il
dibattito e la critica solamente come un fastidio, una vera e propria ritrosia alla democrazia.
Vincenzo Voce è convinto di essere ancora a piazza Marinai d’Italia, dove poteva fare i suoi
monologhi senza alcun contraddittorio, non ha compreso, invece, che da sindaco deve dare ascolto
non solo ai consiglieri comunali, ma soprattutto ai cittadini, senza chiudersi nelle sue stanze,
lontano, sempre più lontano dai cittadini.
Ma su questo, tenuto conto dell’importanze e del rilievo che questo tema ha per i cittadini e per il
giusto funzionamento dell’ente locale, ritorneremo.

I Consiglieri comunali
Danilo Arcuri
Antonio Megna