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A San Cosmo Albanese un progetto educativo tra gioco e tradizione Arbёreshё
 

Il sindaco Baffa: “I bambini tornano a fare comunità anche grazie alla riscoperta della lingua”

San Cosmo Albanese  12 luglio 2021. I bambini di San Cosmo Albanese, lo scorso lunedì 12 luglio, hanno iniziato le attività del progetto “Strigari pér kriaturet e ganjunet” finanziato con i fondi dell’avviso pubblico “EduCare” del Dipartimento della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto prevede una serie di attività educative informali, non formali finalizzate all’empowerment educativo dei ragazzi tra i 3 e i 13 anni.

Al centro del progetto, come si può evincere dal nome scelto dal comune, è la riscoperta della lingua e delle tradizioni Arbёreshё, ancora parlata nel piccolo borgo cosentino. Infatti, i giovani cittadini di San Cosmo avranno la possibilità nei prossimi mesi di attività di riscoprire le tradizioni attraverso la riscoperta della lingua e dei riti delle minoranze albanesi, potranno conoscere e valorizzare la biodiversità del territorio che li circonda, potranno collaborare e fare comunità dopo diversi mesi di lontananza a causa della pandemia.

Proprio il tema della pandemia e della sicurezza è stato il primo trattato durante la giornata delle attività, per consentire ad educatori e bambini di poter vivere questa bellissima esperienza in piena sicurezza e riducendo i rischi di contagio per i più piccoli.

È intervenuto, per descrivere il progetto, il sindaco di San Cosmo Albanese, Damiano Baffa, il quale ha dichiarato: “Questo progetto punta a valorizzare la nostra bellissima lingua e a far capire ai più piccoli l’importanza di essere comunità. Dopo un periodo di isolazionismo forzato i ragazzi di San Cosmo devono tornare a essere parte di un gruppo, di una comunità appunto, che valorizza lingua e tradizioni secolari”.

Infine, il sindaco ha rimarcato l’importanza dell’educazione alla sicurezza come presupposto per l’inizio delle attività: “È stato necessario educare i più piccoli al rispetto delle regole per la prevenzione dal Covid-19, senza l’imposizione delle regole, ma educandoli attraverso il gioco e il sorriso degli educatori”.