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AEROPORTO DI CROTONE, IL BACINO C’È MA SOLO NELLA TESTA DEL SINDACO VOCE
 

Il futuro per lo scalo pitagorico è il progetto Magnagraecia. Il doppogiochismo
di alcuni Sindaci si rivelerà un boomerang per le loro stesse carriere, alcune

delle quali si spegneranno sul nascere. 

Si è svolta alcuni giorni fa una manifestazione sulle drammatiche condizioni
in cui versano lo scalo di Sant'Anna e tutti gli Asset della mobilità relativi
all'ambito jonico. La manifestazione, ospitata nella sala del civico Consesso
Pitagorico ha visto la presenza di 12 Amministratori convenuti dalle province
di Crotone e Cosenza. A margine della manifestazione, in cui si è discusso
per cercare di addivenire ad una soluzione affinché lo scalo aeroportuale sia
rimpinguato di servizi all'utenza, pur nella consapevolezza che attualmente i
vettori abbiano declinato l'invito di Sacal ad incrementare i voli, diversi attori
protagonisti della stessa hanno rilasciato delle dichiarazioni alla stampa.
Registriamo positivamente le lungimiranti linee d'indirizzo suggerite nel
corso del dibattito dal già Consigliere regionale e attuale sindaco di
Rocca di Neto, Alfonso Dattolo, il quale ha invitato gli Amministratori
intervenuti a guardare all'area dell'Alto Jonio, quindi all'idea-progetto
Magna Graecia. Parimenti meritorie le linee di indirizzo di altri Sindaci.
Tuttavia, nostro malgrado, abbiamo avuto modo di constatare, dalle
dichiarazioni del sindaco Voce, che lo scalo Pitagorico avrebbe già un
suo bacino d'utenza, probabilmente sarà così, ma solo nella sua testa.
Se poi al Sindaco Voce basta la presenza fisica di qualche Sindaco per
poter affermare il bacino c’è, e allora è libero di arrampicarsi sugli
specchi.
Appare riduttivo, se non semplicisticamente superficiale, pensare che il
ristretto ambito Crotonese, possa essere reso appetibile dall'incremento di

circa 25mila abitanti in più. La stessa Enac stima come bacino di riferimento
dello scalo un ambito di oltre 400mila abitanti, ovvero, circa, il famoso
contenitore foriero di migliorie sotto ogni punto di vista, più conosciuto con il
termine di Area della Magna Graecia.
Ci preme ricordare (ma il Sindaco Voce ne è assolutamente a conoscenza)
che l'ambito dell'Arco Jonico-Silano Magno Graeco è qualcosa molto più
inclusivo del semplicistico concetto immaginato dall'Amministratore. A costui
ribadiamo, che l'idea progetto Magna Graecia abbraccia tutta l'area
Crotonese, la Sibaritide, l'area Federiciana e la Sila Graeca, e non già i soli
comuni di Cariati e San Giovanni, offrendo una visuale di territorio nuova e,
soprattutto, demograficamente e politicamente più rappresentativa.
Ci chiediamo secondo quale logica il Sindaco Voce consideri bastevole e
"grande" un ambito di circa 200mila abitanti se anche l'Ente Nazionale per
l'Aviazione Civile, ha stimato, e non da oggi, necessaria e sufficiente, come
bacino d'utenza per il mantenimento dello scalo, un territorio che inveri
almeno il doppio della popolazione.
Sa il Sindaco Voce che il Catanzarese, guarda per questioni di
opportunismo ed opportunità allo scalo Lametino, o è convinto che dal
Capoluogo di Regione si recheranno a Crotone a prendere i voli? È a
conoscenza del fatto che la Sibaritide, sia costretta a guardare a
Lamezia, ed ancor prima a Bari, poiché, ad oggi, raggiungere lo scalo
Pitagorico è un'impresa titanica? Ed ancora sa che da Cariati, via
Corigliano-Rossano, una navetta conduce passeggeri allo scalo
Lametino? Ecco, vorremmo che il Sindaco rispondesse su questo e sul
perché continua a mantenere un atteggiamento, colpevolmente, silente
sul progetto Magna Graecia. E con lui altri Sindaci corresponsabili del
mancato decollo dell’intera area jonica. Non bisogna essere dei luminari
in geografia per comprendere che un fazzoletto di terra di circa 200mila
abitanti, quale è la Crotoniatide, non ha altre possibilità se non aprirsi
ad un pari ambito, bistrattato dalla storia e dai fatti: la Sibaritide.
Entrambe periferie e lande desolate dei bacini d'area vasta del centro e
nord Calabria.
È inutile continuare a mantenere atteggiamenti defilati che, giocoforza,
implicano diffidenza anche nell'area dell'Alto Jonio Cosentino, che spera in
un'apertura culturale dell'ambito Crotonese.
La Politica crotonese ha il dovere di uscire dal fumo dell'impalpabilita,
non fosse altro per mettere fine alle cicliche boutade da squallida
propaganda elettorale che ancora taluni Amministratori della Sibaritide,
pezzenti di idee, utilizzano per promuovere l'ipotesi di un inutile scalo a
Sibari.

Di contro rispediamo ai mittenti i doppiogiochismi di Amministratori e
Burocrati, Sibariti e Crotoniati, che da un lato aprono all'unica idea foriera
d'interessi per i loro territori e dall'altro mendicano, con il cappello in mano,
alla corte dei Capoluoghi storici, veri soggetti attuatori dello stato di stallo,
degrado ed abbandono di tutto l'arco Jonico Magnograeco.
Lo ribadiamo ancora una volta, a scanso d'equivoci, il Comitato sta
proponendo una rinnovata visuale, anzitutto, culturale e politica, che
miri a ridisegnare territori ormai alla canna del gas. Chi, per interessi di
bottega, continua a girarsi dall'altra parte immaginando improbabili Asl,
bacini aeroportuali inesistenti, ambiti portuali innaturalmente aggregati
a Gioia Tauro, inutili e fuorvianti scali a Sibari, più una serie di
nefandezze inenarrabili, non fa torto a Noi, ma si rende attore
protagonista del male perpetrato e perpetuato al proprio popolo ed alla
propria terra.
Il Comitato, in vista delle elezioni regionali, si asterrà dal fornire indicazioni di
voto. Posizione che potrebbe essere rivista nel caso vi sia un sostegno vero e
concreto, pubblico, alla proposta Magna Graecia, quindi alla pari dignità fra i
territori regionali.

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