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CALABRIA: Stabilimenti balneari: legge ritirata dopo l’intervento di Orsomarso che va avanti e chiede convocazione dei capigruppo
 

“Il maldestro quanto irresponsabile tentativo di tale Massimo Nucera, responsabile della Cna balneari, Confederazione che per capirci conta iscritti quanto sono le dita di una mano, questo tentativo di difendere il disegno di Legge regionale n. 229, che vuole letteralmente – e prima di ogni altra Regione d’Italia- applicare la direttiva dell’Unione europea 2006/123/CE, nota col nome Bolkestein, alle concessioni demaniali marittime calabresi, si è rivelato fallimentare. Il Governatore della Calabria, Mario Oliverio, infatti, ha deciso, a seguito del nostro e ultimo pronto intervento di ritirare la delibera e approfondire la delicata questione con i diretti interessati: gli imprenditori balneari. A questo punto – si chiede il consigliere regionale di Frateli d’Italia, Fausto Orsomarso – non so a nome di quante persone interessate e no e per conto di chi abbia parlato Massimo Nucera.  Come al solito, invece, come accaduto anche sulla Sanità e su tanti altri temi importanti,  l’esecutivo a guida  Oliverio procede, purtroppo per i calabresi, con tentativi approssimativi e navigando a vista e dilettandosi  a varare  procedimenti di legge senza approfondirne i contenuti”. Orsomarso non si ferma a questo e continua. “Solo chi è cieco non vede la grave fase di stallo determinata dalla guida regionale del Centrosinistra calabrese. Aeroporti chiusi, turismo senza guida, sblocco del turn-over in sanità quando è noto che il tutto è fermato da faide interne al Pd,ed ancora,  leggi e bandi presentati, ma prontamente ritirati. Vorrei fermarmi a questo, ma non posso dimenticare l’ agricoltura al collasso per come denunciato non solo da noi, ma anche da Coldiretti.  Un fallimento totale che va assolutamente frenato prima del collasso. 

Per questo chiederò al Presidente del Consiglio regionale, Nicola  Irto, insieme agli altri colleghi di minoranza, di convocare una Conferenza urgente dei capigruppo per ristabilire il valore della funzione legislativa e di controllo del Consiglio regionale nella sua interezza per provare a frenare insieme, maggioranza e minoranza, quest’azione approssimativa del Governo regionale che lede la dignità dell’intero Consiglio e della Calabria”.

 

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