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CASTROVILLARI: LETTERA APERTA DEL COLLEGIO DOCENTI E CONSIGLIO D’ISTITUTO DELL’IPSIA “LEONARDO DA VINCI”
 

Il Collegio dei docenti e il Consiglio d’Istituto dell’IPSIA “Leonardo Da Vinci” di Castrovillari, riunitosi in data 20 aprile 2017, dopo aver preso atto della comunicazione del Dirigente Scolastico Pietro Antonio Maradei che informava i due organi collegiali sull’evoluzione dei processi di dimensionamento scolastico e, in particolare, sul fatto che, nonostante gli sforzi profusi ai vari livelli, l’agognata autonomia della scuola non è stata concessa dagli organismi preposti, non hanno potuto fare a meno di manifestare la loro profonda delusione ed amarezza per quanto registrato e di esprimere, contestualmente, la loro vibrata protesta in merito. Come è ampiamente noto, al termine del precedente anno scolastico, l’istituzione era andata in situazione di sottodimensionamento, subendo tutte le conseguenze del caso, anch’esse ampiamente note e codificate. A fronte di questa situazione, gli sforzi di tutto il corpo docente e di tutto il personale scolastico, ampiamente ed adeguatamente sostenuti dal dirigente scolastico reggente, sono stati del tutto tesi, come, d’altronde, era del tutto naturale che fosse, al conseguimento del ridimensionamento dell’istituto.

Al termine dell’attività di orientamento e della scadenza dei termini delle iscrizioni per l’anno scolastico 2017/18, fissata quest’anno per il giorno 6 febbraio, abbiamo avuto la soddisfazione di raggiungere risultati estremamente positivi e di far registrare un numero complessivo di alunni superiore alla soglia del dimensionamento.

A seguito di questi risultati, è stata inoltrata, in data 11.02.2017, prot. n. 690, agli enti interessati la richiesta di Autonomia. Successivamente è stato registrato un

Decreto della Provincia di Cosenza che riconosceva l’autonomia della scuola (Decreto n. 4 del 14.03.2017).

Alla luce dei fatti evidenziati sembra, però, che, allo stato attuale, l’autonomia per questa istituzione scolastica non sia stata, di fatto, concessa!

Tutto ciò vanifica, quindi, gli sforzi prodotti dalla scuola, con grande dispendio di risorse economiche ed umane, tenendo anche conto che le attività di orientamento di questo istituto, per le caratteristiche dei suoi indirizzi e per le relative  ramificazioni degli stessi, investono quasi tutta la provincia di Cosenza e non un territorio limitato e circoscritto.

Il mancato conseguimento dell’autonomia mortifica, perciò, le energie profuse dall’istituto e dai suoi docenti, ma anche le grandi tradizioni storiche di una scuola che affonda le sue radici agli albori del XX secolo e che nel corso dei decenni ha svolto un ruolo determinante e propulsivo nel contesto della realtà locale e dell’intero comprensorio Pollino-Sibaritide.

Sulla scorta di questo scenario complessivo, gli organi collegiali della scuola, a seguito di specifiche delibere in tal senso, hanno ritenuto opportuno sviluppare solo alcune riflessioni di massima sulle vicende descritte che vogliono proporre agli enti in indirizzo e, più complessivamente, alla pubblica opinione.

Nel merito delle scelte effettuate a livello scolastico istituzionale due considerazioni:

  1. Per quello che ci è dato, al momento, sapere, la mancata concessione dell’autonomia dipende dal fatto che l’USR ha tenuto conto della delibera della Regione Calabria del 31 dicembre 2016, che per come prevede la legge, viene predisposta sulla base delle richieste dei sindaci e sulla base della proposta di dimensionamento delle province. Al riguardo ci si chiede come sia possibile definire l’autonomia di una istituzione scolastica prima dell’accertamento delle nuove iscrizioni?
  2. Non sarebbe stato il caso di di precisare a tempo debito che i risultati relativi alle nuove iscrizioni non avrebbero avuto nessun effetto concreto sul dimensionamento dell’anno scolastico 2017/18?

Ulteriori considerazioni sorgono spontanee anche in riferimento alle scelte a suo tempo effettuate dagli organismi politici degli Enti Locali che si sono occupati della questione:

  1. Perché i due istituti all’epoca sottodimensionati (IPSIA e ITC) sono stati accorpati rispettivamente al Liceo Classico e al Liceo Scientifico, quandosarebbe stato più logico accorpare direttamente i due istituti, costituendo così un più omogeneo e coerente polo tecnico?
    1. Al riguardo, anche volendo ragionare in prospettiva, nell’ottica di promuovere scuole stabili nel tempo, non sarebbe stato estremamente più logico costituire comunque un polo tecnico e, poi, eventualmente, costituire successivamente, se mai ce ne fosse stato bisogno, un polo liceale, rendendo sicuramente più organica e razionale l’organizzazione scolastico del territorio cittadino?
    2. In base a quale logica si effettua la scelta anomala e controproducente di mantenere solo 2 autonomie scolastiche rispetto alla possibilità di mantenerne agevolmente 3?
    3. Il Piano di dimensionamento è stato, dunque, predisposto tenendo conto delle esigenze dell’utenza e del territorio oppure tenendo conto di altre esigenze?

     

    Restando in attesa di eventuali riscontri in merito si gradirebbe avere delle risposte ai quesiti posti e al complesso delle considerazioni effettuate.

     

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