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I Segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Calabria, Sapia, Costa e Merlino: dopo la mobilitazione di ieri e l’ulteriore incontro odierno con l’Assessore regionale alla Forestazione Gallo, prosegue lo stato di agitazione del comparto. Sarà sciopero generale per il lavoro forestale calabrese.
 

«Come concordato nell’incontro di ieri con l’Assessore alla Forestazione
Gianluca Gallo, nel contesto della mobilitazione unitaria a sostegno del comparto idraulico-forestale davanti
alla Cittadella della Regione Calabria con centinaia di lavoratori forestali – dichiarano in una nota congiunta
i Segretari generali regionali di Fai Cisl, Michele Sapia, Flai Cgil, Bruno Costa, e Uila Uil, Nino Merlino –,
oggi abbiamo avuto, insieme a una delegazione delle nostre Federazioni, un ulteriore incontro alla Regione
sul settore forestale calabrese al quale, oltre all’Assessore, erano presenti i Dirigenti del Dipartimento
competente.
Durante il confronto – proseguono i sindacalisti – abbiamo nuovamente messo sul tavolo i problemi più
urgenti di un settore strategico per la Calabria, per il suo territorio e le sue comunità, come quello forestale: il
recupero delle risorse statali cancellate dall’anno 2019 dai Governi nazionali per ben 40 milioni di euro e la
necessità che siano integrate nel decreto Sostegni bis; un ulteriore impegno della Giunta regionale per la
copertura economica 2021; la garanzia delle retribuzioni per i lavoratori forestali calabresi per l’anno in
corso e la conseguente possibilità di svolgere tutte le attività previste; l’applicazione del contratto integrativo
regionale forestale siglato nel lontano 2019, ad oggi non recepito anche dall’attuale Giunta regionale, mentre
continua ad essere applicato quello scaduto addirittura nel 2011; l’importante della sicurezza sui luoghi di
lavoro; la necessità di promuovere e sostenere un urgente ricambio generazionale in un comparto che di anno
in anno perde centinaia di lavoratori, con il rischio che non siano più garantite azioni fondamentali per la
tutela del territorio e del bosco, il servizio Aib, Antincendio boschivo, attività di prevenzione e lotta al
dissesto idrogeologico e mitigazione del rischio idraulico.
Su questi temi c’è stato un lungo confronto che – affermano i Segretari Generali di Fai Cisl, Flai Cgil e
Uila Uil Calabria – non ha soddisfatto le nostre attese. Pur apprezzando la condivisione, da parte
dell’Assessore, delle politiche finalizzate al sostegno del settore della forestazione, sugli specifici temi
proposti non ci sono state risposte esaurienti. Prosegue, perciò, lo stato di agitazione del comparto forestale
calabrese. Saranno definite nei prossimi giorni dagli Esecutivi unitari regionali le modalità dello sciopero
generale al fine di rivendicare contrattazione, risorse e investimenti per il settore forestale, per oggi e per il
futuro.
Segnaliamo, tuttavia, il raggiungimento di alcuni obiettivi: nella busta paga di giugno, dopo ripetute
sollecitazioni sindacali, i lavoratori forestali che erano stati posti in cisoa Covid-19 nei mesi di novembre e
dicembre 2020 troveranno l’integrazione, ad oggi non percepita, nella busta paga di giugno, per come
previsto dal contratto regionale in vigore. Inoltre, l’Assessore ha manifestato attenzione al valore della
sicurezza sul lavoro nei cantieri forestali e ci è stato consegnato un prospetto di sintesi sulle risorse regionali
per il settore forestale, come da noi richiesto.
Nel ribadire, dunque, l’importanza strategica del settore forestale sottolineiamo con forza che
continueremo a batterci per una forestazione produttiva, preventiva e protettiva che tuteli l’ambiente, il
territorio e le comunità calabresi e contribuisca ad attuare nel nostro territorio le politiche europee relative
alla green economy, decisive nella fase della ripartenza e dell’utilizzo delle risorse del piano Next
Generation EU.
Servono – concludono Sapia, Costa e Merlino – un cambio di passo e un impegno comune sia delle
istituzioni nazionali e regionali che di tutta la politica in questa delicata vertenza regionale che non riguarda

solo gli oltre 5.000 lavoratori coinvolti, ma tutta la popolazione calabrese. Serviranno responsabilità, unità
d’intenti e tanto impegno per realizzare concretamente, in una regione montuosa e fragile come la Calabria,
quella rivoluzione verde tanto decantata in questi mesi».

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