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A italiani piace sostenibilità, ma non a tavola e in vacanza
 

Il tema della sostenibilità appassiona gli italiani, ma solo parzialmente orienta i loro comportamenti e le loro scelte nella vita di tutti i giorni. E’ quanto emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, promosso da Lifegate e presentato alla sala Buzzati del Corriere della Sera a Milano.

Secondo la ricerca, condotta su un campione rappresentativo di mille persone e realizzata dall’istituto di ricerca Eumetra Monterosa, il 59 per cento della popolazione è appassionato dalla sostenibilità, ma solo il 27 per cento dimostra un alto livello di conoscenza dei temi.

In cima alla lista delle priorità ci sono le fonti di energia rinnovabili: il 93 per cento degli intervistati sposa l’idea che investire su queste fonti sia utile, sia per non dipendere da fonti fossili, sia come stimolo all’economia nazionale.

La sostenibilità è uno stile di vita soprattutto tra le mura domestiche: il 71 per cento delle persone fa la raccolta differenziata,, il 53 per cento utilizza elettrodomestici a basso consumo energetico.

A tavola c’è minore attenzione, con il 37 per cento degli intervistati che rifiutano gli ogm, il 27 per cento che preferisce prodotti a chilometro zero e il 20 per cento che consuma alimenti biologici. Solo il 31 per cento delle persone ha dichiarato di essere disposto a pagare di più in bolletta per la fornitura di energia rinnovabile.

Nell’anno internazionale dedicato al turismo sostenibile, la ricerca rileva una scarsa attenzione su questo tema, anche se in aumento: solo il 4 per cento degli italiani ha dichiarato di aver già organizzato le sue vacanze all’insegna della sostenibilità.

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