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Russia condannata a pagare 5,4 mln per nave Greenpeace

Redazione

La Corte di arbitrato internazionale dell’Aja ha condannato la Russia a pagare danni per 5,4 milioni di euro all’Olanda, per aver sequestrato illegalmente nel settembre 2013 una nave di Greenpeace battente bandiera olandese, la Arctic Sunrise, che protestava contro una piattaforma petrolifera nell’Artico.

Le 30 persone che erano a bordo (28 attivisti e 2 giornalisti free lance) erano state detenute per due mesi, prima di essere rilasciate su cauzione e poi scarcerate per un’amnistia. Durante la detenzione era nata una campagna internazionale per la loro liberazione e i 30 erano stati ribattezzati “Arctic 30”.

L’amnistia era arrivata per evitare danni di immagine alla Russia prima delle Olimpiadi di Sochi. La nave, trattenuta per nove mesi nel porto di Mumansk, era stata restituita a Greenpeace gravemente danneggiata.

Due anni fa la Corte internazionale aveva stabilito che il sequestro della Arctic Sunrise aveva violato le norme internazionali sulla navigazione e che la Russia doveva pagare i danni. Oggi questi ultimi sono stati quantificati in 1,7 milioni di euro per la nave e in oltre 3 milioni di euro per le persone.

Al momento non ci sono reazioni ufficiali della Russia alla sentenza. Mosca ha sempre rifiutato di partecipare ai diversi procedimenti legali o di pagare la sua quota di spese legali stabilita dal tribunale. Non è chiaro se questa volta rispetterà il giudizio e pagherà i danni.

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